L’industria audiovisiva italiana si è riunita a Napoli per l’evento KYMA – Storie che prendono il largo, tenutosi a Palazzo Reale nell’ambito di Napoli Città Mondo. Dal confronto è emersa con forza la richiesta di regole semplici, chiare e stabili, oltre alla certezza delle risorse e del tax credit per programmare gli investimenti a lungo termine. Il settore ha evidenziato il proprio peso industriale e occupazionale, segnalando tuttavia la difficoltà di competere con grandi player internazionali dotati di maggiore capacità finanziaria. Tra i temi centrali del dibattito figurano il rafforzamento delle coproduzioni, il ruolo del servizio pubblico, l’internazionalizzazione e la trasformazione dei consumi digitali da parte delle nuove generazioni.

Certezza normativa e stabilità industriale

Sul fronte della certezza normativa e della stabilità, Federica Lucisano, presidente dell’Unione Produttori di ANICA, ha rimarcato che l’industria è solida e necessita innanzitutto di stabilità normativa e del tax credit per fungere da volano per il Paese. Sulla stessa linea si è espresso Giampaolo Letta, vicedirettore generale Fiction e Cinema Mediaset e AD di Medusa, sottolineando che agli imprenditori servono regole stabili per pianificare gli investimenti. Anche Carlo Degli Esposti, presidente di Palomar-Mediawan, ha invocato regole semplici e chiare guardando all’esempio francese per favorire la crescita dei gruppi italiani.

Sinergia istituzionale e ruolo della Rai

La sinergia e il ruolo delle istituzioni sono stati evidenziati da Chiara Sbarigia, presidente dell’APA, la quale ha sottolineato che il rafforzamento dell’industria e la capacità di competere a livello internazionale passano esclusivamente attraverso la collaborazione tra istituzioni, produttori, committenti e il ruolo centrale della Rai.

La sfida dell’internazionalizzazione

Per quanto riguarda la sfida dell’internazionalizzazione, Giampaolo Letta l’ha definita il “tallone d’Achille” dell’audiovisivo italiano, ribadendo la necessità di ideare opere capaci di essere coprodotte e vendute all’estero, trattando l’audiovisivo come un vero settore industriale e uno strumento di soft power. Un concetto ripreso da Carlo Degli Esposti, che considera l’internazionalizzazione un acceleratore fondamentale per la crescita delle imprese.

Evoluzione dei pubblici e nuovi consumi mediali

Analizzando l’evoluzione dei pubblici, Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha evidenziato come i consumi crescano e si diversifichino, imponendo di progettare oggi storie per il pubblico di domani. Prodotti come Mare Fuori e Il Professore dimostrano che il servizio pubblico sa intercettare i giovani sui device partendo da contenuti fortemente radicati nel Paese ma a vocazione globale.

Il legame profondo con l’editoria

Infine, Stefano Mauri, presidente e AD del Gruppo Mauri Spagnol, ha sottolineato l’intreccio crescente tra audiovisivo e editoria. La serialità richiede la costruzione di personaggi duraturi, mentre film e serie rilanciano la lettura, con i libri che assumono anche un valore identitario e sociale per la Generazione Z.

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Di mediaComunicazione

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